Infografica con categorie e quantità di hashtag per ristoranti

Hashtag per ristoranti quanti usarne e quali scegliere

Gli hashtag servono a far capire a Instagram dove si trova il tuo ristorante, che cucina proponi e a chi può interessare un post. Non fanno miracoli e non sostituiscono una bella foto o un video chiaro. Però, se li scegli bene, aiutano una persona che cerca pizza a Bologna, pesce a Bari o un posto per pranzo nella tua zona a trovarti. Qui trovi un metodo semplice: pochi hashtag, scelti con un motivo preciso.

Parti da tre tipi di hashtag

Per ogni post non cercare la lista perfetta da copiare. Parti dal contenuto che hai davanti e scegli hashtag da tre famiglie. La prima è quella locale: dice in quale città, quartiere o zona lavori. La seconda descrive il piatto. La terza racconta il tipo di locale o l’occasione.

  • Locali: #ristoranteverona, #mangiareamilano, #trastevere, #ceneabologna. Usa la città e, quando è conosciuto, il quartiere.
  • Di piatto: #carbonara, #pizzanapoletana, #tiramisu, #tagliatelle. Devono descrivere davvero quello che si vede.
  • Di identità: #cucinapugliese, #ristorantevegano, #winebar, #pranzodilavoro. Scegline uno o due coerenti con la tua proposta.

Domani fai una nota sul telefono con 10 hashtag locali, 15 di piatto e 10 che descrivono il tuo locale. Non devi usarli tutti insieme. Ti serve una base pronta quando pubblichi tra un servizio e l’altro.

Quanti hashtag mettere sotto un post

Per un ristorante, 5-8 hashtag ben scelti sono una misura pratica. Sotto una foto di una lasagna, per esempio, puoi mettere 2 hashtag locali, 2 o 3 sul piatto e 1 o 2 sulla tua cucina. Fermati lì.

Metterne 20 o 30 non rende il post più appetitoso. Anzi, spesso dà l’idea di una lista buttata lì. Evita anche gli hashtag enormi e generici come #food, #instafood o #love: hanno milioni di contenuti, non dicono nulla del tuo ristorante e difficilmente portano una persona vicina alla porta del locale.

Inseriscili alla fine della didascalia, dopo una riga vuota. Così il testo resta leggibile. Se pubblichi un Reel, applica la stessa regola: 5-8 hashtag e una frase iniziale che dica subito cosa sta succedendo, come “La nostra pizza con impasto 48 ore”.

Prepara 4 gruppi pronti da alternare

Il modo più rapido per non perdere tempo è preparare gruppi diversi. Apri le Note del telefono e crea 4 blocchi da 6-8 hashtag. Uno per i primi, uno per pizza o secondi, uno per dolci e uno per sala, staff o serate. Poi modifica 2 o 3 hashtag in base al post preciso.

Se hai un ristorante di pesce a Cagliari, un gruppo per un piatto potrebbe contenere #ristorantecagliari, #mangiarecagliari, #cucinacagliaritana, #cucinadipesce, #spaghettiavongole e #pescefresco. Se invece mostri il dehors il venerdì sera, togli gli hashtag del piatto e usa parole più adatte come #cenacagliari, #aperitivocagliari o #serataincittà, solo se corrispondono a quello che offri.

Non copiare gli stessi 8 hashtag sotto ogni contenuto per settimane. Alternare i gruppi richiede 30 secondi e mantiene il collegamento tra foto e parole. Se vuoi organizzare anche foto, didascalie e calendario senza farlo da solo, puoi vedere come lavoriamo nella pagina prezzi di ScattaLab.

Controlla quelli che hanno senso per la tua zona

Prima di aggiungere un hashtag alla tua lista, cercalo su Instagram. Guarda i 9 post più recenti, non solo il numero totale di pubblicazioni. Se trovi foto di ristoranti veri, piatti simili ai tuoi e contenuti della tua città, può essere utile. Se trovi contenuti fuori tema, turisti dall’altra parte del mondo o immagini poco adatte al tuo locale, lascialo perdere.

Fai questo controllo una volta al mese, per 15 minuti. Sostituisci 3 hashtag che non c’entrano più o che usi senza una ragione. Guarda anche gli Insights del singolo post: se nella sezione delle visualizzazioni compare la voce hashtag, sai che quel contenuto è stato trovato anche così. Non fissarti su un singolo post: controlla almeno 8 pubblicazioni prima di decidere se tenere o cambiare una parola.

Gli hashtag non risolvono una foto buia, un profilo senza indirizzo o una risposta lasciata in sospeso. Prima sistema le basi: nome chiaro, zona nel profilo, numero di telefono e orari aggiornati. Sul blog di ScattaLab trovi altre indicazioni pratiche per tenere in ordine il profilo del ristorante.

In breve

  • Usa 5-8 hashtag per post, non una lista di 30 parole.
  • Scegli almeno 2 hashtag locali: città, zona o quartiere riconoscibile.
  • Aggiungi 2-3 hashtag che descrivono il piatto mostrato davvero.
  • Completa con 1-2 hashtag sulla cucina, il servizio o l’occasione.
  • Prepara 4 gruppi nelle Note e cambia almeno 2 hashtag a ogni pubblicazione.
  • Una volta al mese controlla 8 post e sostituisci gli hashtag fuori tema.

Domande frequenti

Devo mettere gli hashtag nella didascalia o nel primo commento?

Mettili nella didascalia, dopo una riga vuota. È più semplice da gestire e chi legge trova testo e hashtag nello stesso posto. Tieni la lista tra 5 e 8 parole pertinenti.

Ha senso usare il nome del mio ristorante come hashtag?

Sì, usalo in ogni post se il nome è breve e scritto sempre nello stesso modo. Non serve per farti trovare da chi non ti conosce, ma raccoglie i tuoi contenuti e quelli dei clienti in un solo punto.

Posso usare hashtag in inglese se ho molti turisti?

Sì, ma aggiungine al massimo 1 o 2 quando sono davvero cercati dai tuoi clienti, per esempio #florencefood o #romefood. Mantieni comunque gli hashtag italiani e locali, che descrivono meglio il ristorante.

Gli hashtag servono anche nelle Storie di Instagram?

Puoi inserirne 1 o 2, soprattutto uno della città o di un evento. Nelle Storie conta di più mostrare bene il piatto, inserire la posizione e pubblicare quando il locale è aperto.

Come faccio a capire se un hashtag è sbagliato?

Cercalo e guarda i 9 contenuti recenti. Se non parlano di cibo, della tua città o del tipo di locale che hai, toglilo. Ripeti il controllo una volta al mese per 15 minuti.

Post ordinati, senza perdere tempo

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