Quante volte pubblicare su Instagram se hai un ristorante

È la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta breve è: due o tre volte a settimana. Ma il numero da solo non dice niente, perché il vero problema di quasi tutti i ristoranti non è pubblicare poco. È pubblicare a raffica per due settimane e poi sparire per due mesi.

Perché due o tre e non tutti i giorni

Pubblicare ogni giorno ha senso per chi ha una redazione. Per un ristorante significa quasi sempre riempire il calendario con contenuti deboli: la foto del bancone, la frase motivazionale, il buongiorno con la tazzina.

Chi ti segue non ha smesso di seguirti perché pubblichi poco. Smette quando quello che pubblichi non gli interessa. Due post curati valgono più di sette riempitivi, e ti lasciano il tempo di farli bene.

Quello che conta più della frequenza

La costanza. Un profilo che pubblica due volte a settimana da otto mesi comunica una cosa precisa a chi lo apre per la prima volta: questo posto è vivo, è aperto, qualcuno se ne occupa.

Un profilo con l’ultimo post di marzo comunica l’esatto contrario, e lo comunica anche se il ristorante è pieno tutte le sere. Chi cerca dove cenare stasera non ha modo di saperlo.

Il post che non pubblichi a novembre è quello che ti manca a gennaio, quando la sala è vuota e vorresti spingere.

Gli orari che funzionano per un ristorante

La logica è semplice: farsi trovare quando la decisione si sta prendendo, non dopo. Per la cena, la finestra utile è il tardo pomeriggio; per il pranzo, la tarda mattina.

  • 11:00–12:30 — per intercettare chi decide dove pranzare
  • 17:30–19:30 — la fascia migliore in assoluto: si decide dove cenare
  • Giovedì e venerdì — i giorni in cui si organizza il weekend

Evita di pubblicare mentre sei nel pieno del servizio: è l’ora in cui il tuo pubblico è a tavola da qualche parte, non sul telefono.

Post e storie fanno lavori diversi

Il post resta sul profilo ed è quello che vede chi ti scopre oggi: è la tua vetrina, deve essere curato. La storia dura un giorno e parla a chi ti segue già: lì puoi essere informale, mostrare la cucina, il piatto del giorno, la sala che si riempie.

Un ritmo sostenibile è due post a settimana più qualche storia intorno a ciascuno. Le storie costano poco tempo e tengono vivo il profilo tra un post e l’altro.

Cosa pubblicare quando sembra che non ci sia niente

Non serve una novità ogni volta. Funzionano quasi sempre:

  • Il piatto che ordinano tutti, fotografato bene
  • Un ingrediente e da dove arriva
  • Un passaggio di preparazione, anche banale
  • La sala vuota prima del servizio, apparecchiata
  • Chi lavora con te, con nome e mansione
  • Una recensione vera, riportata così com’è

Il piatto più ordinato, in particolare, si può ripubblicare ogni due o tre mesi con una foto diversa. Il tuo pubblico cambia in continuazione: quasi nessuno ha visto la versione di prima.

In breve

  • Due o tre post a settimana, non di più
  • La costanza conta più del numero
  • Pubblica tra le 17:30 e le 19:30, e nei giorni in cui si organizza il weekend
  • Post per chi ti scopre, storie per chi ti segue già
  • Quando non hai idee, riparti dal piatto che ordinano tutti

Domande frequenti

Meglio pubblicare poco ma bene o tanto?

Poco e bene, senza dubbio. Due post curati a settimana valgono più di sette riempitivi, e ti lasciano il tempo di farli come si deve.

I reel contano più dei post?

Fanno lavori diversi: i reel portano visibilità nuova, i post costruiscono la vetrina che vede chi ti scopre. Se devi scegliere da dove partire, parti dalla costanza sui post.

Devo rispondere ai commenti?

Sì, e in fretta. Una risposta entro poche ore vale più di un post in più: mostra che dall’altra parte c’è qualcuno.

Gli hashtag servono ancora?

Servono meno di qualche anno fa. Meglio pochi e pertinenti, con quelli locali della tua città, che trenta generici copiati da un elenco.

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